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Harris, nei primi tempi del suo matrimonio, passò un momento molto spiacevole proprio a causa di quest'impossibità di sapere ciò che sta combinando la persona che sta dietro, sul tandem. Faceva un giro in Olanda con sua moglie. Le strade erano sassose e il tandem saltava molto.
"Tienti salda" disse Harris senza voltare il capo.
La signora Harris credette che le avesse detto: "Salta giù".
Perché mai avesse creduto di dover saltare giù quando invece lui le aveva detto "Tienti salda", nessuno dei due riesce a spiegarlo. La signora Harris, quando si torna sull'argomento, dice:
"Se tu avessi detto "tienti salda", perché mai sarei saltata giù?".
E Harris ribatte:
"E se io avessi voluto che tu saltassi giù, perché mai ti avrei detto "tienti salda"?".
L'amarezza della lite è ormai passata, ma quando si riparla di quella gita, quei due, ancora adesso, impiantano la discussione da capo.
Qualunque sia la spiegazione, sta di fatto che la signora Harris saltò effettivamente giù mentre Harris continuava a pedalare a tutta forza, convinto che la moglie fosse ancora dietro di lui.
Sulle prime, a quanto pare, la signora credeva che lui volesse superare la salita da solo, a tutta velocità, per far vedere quanto era bravo.
Erano entrambi molto giovani, allora, e lui soleva fare mostra delle sue abilità sportive.
La signora era convinta che Harris, superata la salita, sarebbe balzato giù dalla bicicletta, e prendendo una posa aggraziata e disinvolta, sarebbe stato fermo ad aspettarla.
Quando, al contrario, lo vide oltrepassare la cima della collina e infilare la discesa a tutta velocità, rimase dapprima sbalordita, poi s'indignò, e infine lo sgomento si impadronì di lei.
Superò di corsa il tratto di salita e si mise a gridare, ma Harris non si voltò nemmeno.
Lo vide scomparire in un bosco lontano un paio di chilometri, dopo di che lei si sedette per terra e si mise a piangere. Avevano avuto un piccolo litigio, quella mattina, e la poveretta cominciò a pensare che Harris avese preso la cosa sul serio e avesse deciso di piantarla in asso.
Non aveva denaro e non conosceva la lingua del paese.
La gente che passava aveva l'aria di compiangerla, e lei tentò di spiegare ciò che le era accaduto.
Le persone alle quali si rivolse intuirono che aveva perso qualcosa, ma non riuscirono a capire cosa. La condussero al più vicino paese e la affidarono a un agente di polizia.
Questi, dalla pantomima della signora, credette di capire che qualcuno le aveva rubato la bicicletta. Fu messo in funzione il telegrafo e, in un paesino a sei chilometri di distanza, fu trovato uno sventurato ragazzo con una bicicletta da donna di tipo antidiluviano. Portarono il tutto alla signora Harris con un carretto, ma siccome lei non aveva l'aria di volere né il ragazzo né la sua bicicletta, lo lasciarono andare e si rassegnarono a non capirci niente.
Frattanto, Harris, soddisfatto e giulivo, aveva continuato la sua corsa. Gli sembrava di essere diventato a un tratto un ciclista più forte e più abile. Convinto di parlare con sua moglie osservò:
"Da mesi non sentivo questa macchina così leggera. Dev'essere l'aria che mi rinvigorisce".
Poi le disse di non avere paura, che le avrebbe mostrato a quale velocità sarebbero riusciti ad andare. Si curvò sul manubrio e fece forza sui pedali. La bicicletta balzava sulla strada come una cosa viva. Le case coloniche, le chiese, i cani e le galline balenavano davanti a Harris e passavano.
I vecchi si fermavano a guardarlo meravigliati. I bambini lo acclamavano.
In questo modo proseguì allegramente per sei o sette chilometri.
Poi, come egli stesso spiega, fu colto dalla sensazione che ci fosse qualcosa che non andava. Non lo stupiva il silenzio di sua moglie; il vento soffiava forte e la macchina sferragliava notevolmente.
Ma lui provava uno strano senso di vuoto. Allungò una mano dietro di sé ed annaspò; non c'era niente, vuoto e null'altro.
Balzò, o meglio rotolò giù dal tandem, e si volse a guardare la strada; questa si stendeva diritta e bianca attraverso la boscaglia d'un verde scuro, e non c'era anima viva in vista.
Risalì in macchina e rifece la salita.
Dieci minuti dopo, giunse ad un quadrivio; si fermò, scese e cercò di ricordarsi da quale direzione fosse arrivato. Mentre era assorto nelle sue riflessioni, passò un uomo seduto di traverso su un cavallo. Harris lo fermò e gli spiegò che aveva perso sua moglie.
L'uomo non ebbe l'aria di meravigliarsi né di dolersi per lui.
Intanto, sopraggiunse un altro contadino a cui il primo raccontò la storia, senza prenderla sul serio, come avrebbe raccontato una barzelletta. Il secondo arrivato pareva soprattutto stupito per il fatto che Harris drammatizzava l'accaduto. Visto che non otteneva alcuna solidarietà né dall'uno né dall'altro, Harris li maledisse entrambi e risalì sul tandem, scegliendo la strada di mezzo, a caso.
A metà della salita, si imbattè in due ragazze accompagnate da un giovanotto. Il terzetto parve interessarsi molto di lui, e Harris domandò se avevano visto sua moglie. Gli domandarono come era sua moglie. Lui non conosceva abbastanza l'olandese per descriverla bene e poté dire soltanto che era una donna molto bella, di media statura. Quella vaga descrizione parve non soddisfare i tre.
Chiunque avrebbe potuto improvvisare una descrizione simile, allo scopo di impossessarsi di una moglie che non gli apparteneva.
Gli domandarono come era vestita ma per quanti sforzi facesse, Harris non riuscì a ricordarsi che cosa sua moglie avesse indosso.
Secondo me, qualunque uomo è incapace di dire com'era vestita una donna, dieci minuti dopo che l'ha lasciata. Harris si ricordava vagamente una gonna turchina, e poi qualcosa che, bene o male, copriva la persona fino al collo. Presumibilmente, era una camicetta; lui aveva anche il confuso ricordo di una cintura; ma com'era la camicetta? Era verde, gialla oppure azzurra?
Aveva il colletto o era chiusa intorno al collo con un nastro? E il cappello? Era piumato o adorno di fiori? Ma esisteva poi il cappello? Harris non osava fare affermazioni per timore di provocare un equivoco che lo mettesse completamente fuori strada. Le due ragazze ridacchiavano, il che, dato il suo stato d'animo, irritò Harris. Il giovanotto, che sembrava impaziente di liberarsi della sua presenza, gli suggerì di rivolgersi al posto di polizia della città più vicina.
Harris accettò il consiglio.
Alla polizia gli diedero un foglio e gli dissero di compilare una descrizione completa di sua moglie, specificando come e dove l'aveva smarrita; poté dire soltanto il nome del passo dove avevano fatto colazione. Sapeva che allora sua moglie era con lui, e che di là erano partiti assieme.
Gli agenti lo guardavano con sospetto; avevano dei dubbi su tre punti: Primo, era veramente sua moglie? Secondo, l'aveva smarrita davvero? Terzo, perché l'aveva smarrita? Con l'aiuto di un albergatore che masticava un po' d'inglese, Harris riuscì a rabbonirli. Promisero d'indagare, e la sera stessa gli portarono la moglie in un carro coperto, unitamente al conto delle spese.
L'incontro non fu molto tenero.
La signora Harris non è una buon attrice e riesce con molta difficoltà a mascherare i propri sentimenti. In quell'occasione, come ammette lei stessa, non tentò neppure di mascherarli. [...]
da "Tre uomini a zonzo", di J. K. Jerome, Edizione "Bur dei ragazzi", 1983, pagg. 41-44.